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[ Check-Raid ] Stoppare il controllo del Raid

toshidex - Mar, 22/07/2014 - 00:18
A volte potrebbe capitare di dover stoppare lo script raid-check e per farlo non basta un kill -9 PID. Per stoppare il processo bisogna cambiare lo status del file sync_action. # echo "idle" >/sys/block/DEVICE/md/sync_action dove al posto di DEVICE dovete scrivere il vostro device, esempio (md1,md3 o md0).   Dev Null Articoli Correlati:
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Gianni Pascolat > CD

touchstyle - Sab, 05/04/2014 - 18:02


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Generare le traduzioni per i modelli di ActiveRecord

maxer - Lun, 17/03/2014 - 09:30

Ruby on Rails è sicuramente un framework molto potente, ma lo sviluppatore italiano soffre spesso del problema della traduzione dei modelli, in quanto la nomenclatura usata è prevalentemente inglese ed è best practice usare l’inglese nei modelli e negli attributi. Da qui la necessità di tradurre i nomi dei modelli e i nomi degli attributi dei modelli.

Dopo aver speso una considerevole quantità di tempo a ricopiare a mano gli attributi dei modelli e inserire le traduzioni ho trovato questa gemma: i18n_generators che permette di generare il file usato per poi tradurre il nome dei modelli e degli attributi.

Una volta installata come gemma, il funzionamento è semplice:

$ rails g i18n_translation it

il comando (ci metterà un po’) analizzerà i nostri modelli e genererà il file con tutti gli attributi, pronto per accogliere le nostre traduzioni. Inoltre, se eseguito nuovamente in seguito, conserverà le chiavi esistenti aggiungendo quelle mancanti, semplificandoci di molto il lavoro.

 

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Pulire l’html da tag non necessari con sanitize

maxer - Gio, 06/03/2014 - 13:56

Continuando quanto detto ieri, circa la chiusura di tag html lasciati aperti, oggi vi presento un’altra gemma molto interessante: sanitize.

L’obiettivo di questa gemma, basata su nokogiri, è di pulire l’html da tag non voluti o malevoli.

Una volta installata, potremo accedere al metodo “clean” della classe “Sanitize” nel seguente modo:

Sanitize.clean(html)

questo rimuoverà, come impostazione di default, tutti i tag html. Oltre al filtro di default, moooolto restrittivo, sono presenti anche i seguenti filtri:

Sanitize::Config::RESTRICTED che permette solo la formattazione del test

Sanitize::Config::BASIC che permette la formattazione del testo, le liste e i link

Sanitize::Config::RELAXED che permette quanto detto sopra con l’inclusione di immagini e tabelle

L’uso è semplice:

html = '<!DOCTYPE html><html><b><a href="http://foo.com/">foo</a></b><img src="http://foo.com/bar.jpg"></html>' Sanitize.clean(html, Sanitize::Config::RELAXED) # => '<b><a href="http://foo.com/">foo</a></b><img src="http://foo.com/bar.jpg">'
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Forzare la chiusura dei tag html con nokogiri

maxer - Mer, 05/03/2014 - 13:36

Affrontando l’esportazione di un sito sviluppato alcuni anni fa in Ruby on Rails, mi sono accorto che chi ha inserito i contenuti ha lasciato dei tag html aperti. La cosa da non pochi problemi nel sistema di destinazione in quanto destabilizza la grafica (sapete anche voi quanto casino può generare un <div> non chiuso).

Per risolvere questo problema possiamo usare la gemma nokogiri, un parser html e xml.

La sintassi è semplice:

Nokogiri::HTML.parse('<div>').inner_html

Ci restituirà la struttura completa di una pagina html con il <div> correttamente chiuso:

"<html><body><div></div></body></html>"

Ovviamente noi non abbiamo bisogno di tutta la struttura della pagina, quindi possiamo sfruttare il metodo .children che restituisce il tag successivo a quello più esterno:

Nokogiri::HTML.parse('<div>').children.children.inner_html => "<div></div>"

In questo modo abbiamo il nostro codice html corretto.

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Sclero da e-commerce

maxer - Gio, 30/01/2014 - 16:31

Oggi sono vicinissimo allo sclero… per colpa di un e-commerce realizzato con un prodotto (opencart) che, insieme ai vari prodotti ecommerce e anche qualche forum, mi hanno deluso profondamente.

Veniamo a noi: quando uno un cms/framework/prodotto ben fatto (drupal o wordpress) mi trovo davanti a moduli self-containet che, tramite hook o funzioni, interagiscono col cms/framework e fanno il loro dovere.

Con opencart (il colpevole in questo caso) questo non succede e i moduli più interessanti richiedono patch o l’utilizzo di vqmod, che in pratica va a modificare i sorgenti a runtime… l’idea di base potrebbe essere buona, se non fosse che ad ogni aggiornamento c’è da sperare che tutto combaci alla perfezione, che tutti i plugin siano compatibili con la nuova versione e che le modifiche che apportano ai sorgenti non vadano in conflitto tra di loro…

Così non è possibile lavorare, secondo me… ora inizio a studiare spree

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Report attivitá del mese

risca - Ven, 06/09/2013 - 19:31

Cari internauti,

prendendo ispirazione dal planet di debian.org ho deciso periodicamente di fare il punto delle mie attivitá correlate al software libero mese per mese.

Agosto é stato un periodo ricco di emozioni legate alla comunitá Debian, ma con un sapore un po' amaro per il susseguirsi di vicende personali e lavorative che mi sono stato fonte di cruccio e distrazione. Peró permettetimi adesso di concentrarmi sulle prime e dimenticare per un po' le seconde.

In questo agosto 2013 c'é stato il 20o compleanno di Debian e la 13a edizione del DebConf. L'ubicazione é stata una delle piú appropriate, uno splendido camp nei pressi di Vaumarcus, vista lago e montagne. Per fortuna il posto é comodo anche per noi italiani, traducendosi in poco meno di 3 ore di auto da Torino e Milano. Ossia una occasione troppo ghiotta per non provare a farci un salto, e cosí è stato. Sono riuscito infatti a tagliarmi almeno tre giorni per partecipare al meeting. Come al solito i talk sono stati di altissimo livello ma devo ammettere che, essere là e partecipare dal vivo é tutta un'altra cosa rispetto a vedersi. Ho avuto modo di conoscere persone fantastiche ed il piacere di scambiare libere opinioni, o di abbinare alcuni nomi che vedo periodicamente nelle mailing list e IRC con i rispettivi volti. Consiglierei a tutti di fare un salto alla prossima occasione buona, seppure conscio che purtroppo la prossima edizione sia parecchio lontana (Portland, Oregon, USA).

Finalmente ho pubblicato su github gitorious il codice di proprietary OS destroyer. A dire il vero dovrei migliorare ancora un po' lo stile del messaggio, peró il piú é già stato fatto. Non posso che augurarmi che lo script abbia un buon successo e sia adottato anche da altri portali oltre il mio!
Ulteriore informazioni sono reperibili sul mio wiki (work in progrss).

Sará forse il lungo periodo di totale far niente in spiaggia al mare (ma che interminabile noia) ma ho finalmente rimesso in cantiere il progetto di costruirmi la mia prima RepRap, la stampante 3-D libera! Ad essere sinceri il progetto langue giá da un po' nel mio cassetto dei sogni irrisolti. Avevo giá provato ad iniziare il progetto circa un annetto fa, ma senza poi alcun seguito. Quest'anno invece ho l'intenzione di appoggiarmi ad un FabLab per avere un po' di aiuto ed assistenza. Forse cosí sará la volta buona ;-)

Bene, per agosto é tutto, speriamo con settembre di riuscire finalmente a fare qualcosa di interessante...

 

P.S.: inoltre ad agosto ho iniziato a seguire qualche post di programmazione di Coursera. Consiglio a tutti di buttarci un occhio...

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The Beauty of Programming

risca - Mer, 26/06/2013 - 01:52

Perchè l'informatica può affascinare così tanto, seppure vista da fuori i più la percepiscono come una attività noiosa? Come è possibile che 797 cm2 possano essere più interessanti di tutto ciò che accade attorno?

Penso che (stima molto a ribasso) per il 99,999% del suo tempo di vita ad un generico processore del computer sia richiesto di eseguire compiti tristi, al pari dell'intelligenza di una lavatrice1. Ad esempio rapire l'utente di un social network illudendolo di avere un vita sociale, lobotomizzare il giocatore con uno sparatutto o fare imprecare il lavoratore con un programma di merda scritto da un programmatore che nulla sa in merito a ciò che il suo software andrà ad effettuare ma che si fa pagare ugualmente bei soldoni. Poi, in alcuni casi più unici che rari, la CPU non viene impiegata per far girare il solito pornazzo con flash, né per cliccare sul primo allegato dell'amico ed infettare il computer, o far girare un antivirus talmente intelligente da ciucciare talmente tante risorse da bloccare il computer stesso.

Qualche rara volta invece il PC da strumento diventa il fine. Ossia esiste qualche strano2 individuo della società moderna che usa il PC per amore del PC stesso. Non sta davanti al monitor né per produrre qualcosa di utile né per diletto o per trascorrere del tempo. Invece lo usa per capire come funziona e per crearsi le proprie regole.

Certo, alcuni di questi individui a volte presentano tratti singolari, ma i più li riconosci semplicemente perché hanno lo sguardo curioso, sanno meravigliarsi e stupirsi delle piccole cose, quelle a cui i più non danno peso. Sanno apprezzare la bellezza della logica e spesso sul loro computer gira qualcosa di insolito. Alcuni non usano persino il topo! e per fare qualsiasi cosa digitano parole su parole e sigle incomprensibili. E se li guardi stupito rispondono, bhe è così perché comodo e più veloce, guardano lo schermo (monitor nero soffocato di caratteri bianchi) è dicono che sia bello...

Invece no, non è bello, è magnifico. Il nostro acaro può con la forza della parola plasmare mondi paralleli, creare nuove regole e ordini. Si tratta di universi talmente complessi in cui a volte è facile perdersi nella propria logica. L'algoritmo è un esempio di poesia. Saper descrivere una legge nel modo più elementare possibile, quello che appena lo vedi capisci che è quello giusto.

Così dedico queste due righe al piacere di giocare con l'informatica in sé. Certo, il computer può essere anche un elettrodomestico utile e divertente, ma il massimo piacere è la possibilità di giocare con la logica e la matematica in una propria dimensione.

Grazie a tutta la comunità e a tutti gli appassionati del software libero.

 

Come diceve il sommo poeta...
6661747469206e6f6e20666f737465206120766976657220636f6d652062727574692c206d612070657220736567756972207669727475746520652063616e6f7363656e7a610a

Note
  1. sì, proprio come molti non sanno come usare la lavatrice altrettante persone non sanno usare minimante un computer.
  2. Ad esempio ecco cosa pensa Linus Torvalds della bellezza di programmare.
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Chiavetta ONDA TM201 (1ee8:0064). Come non sviluppare il software libero.

risca - Mer, 19/06/2013 - 15:23

Ebbene sì, i cellulari da 100 Eurozzi hanno a volte una capacità di connessione un po' infima. Da qui l'urgenza di comprarmi la chiavetta Internet per la mia connessione in mobilità.

Pur volendo fare una scelta consapevole, specie se in un posto di villeggiatura, si è costretti a prendere quel che capita sullo scaffale del negoziante TIM/WIND/Vattelapesca. E non puoi nemmeno chiedere consiglio perché se parlassi di potenza e di onde tutt'al più il commesso ti risponderebbe cosa centri il capoluogo più alto d'Italia con il mare.

E così mi finì tra le mani lei, bianca e lucida come un supposta, ma di dimensione un po' più grande e meno scivolosa: la chiavetta ONDA TM201, riferimento lsusb 1ee8:0064. Antenna interna e, udite udite, supporto Linux ben indicato sulla confezione. Ganzo ganzo me la porto a casa e non aspetto altro che inserirle nel posteriore del mio portatile, sapendo che come dice la confezione con Linux va che è un bomba.

Aspetto.

Aspetto ancora un poco.

Non succede nulla: la chiavetta non lampeggia, in network-manager non la visualizza e la vedo solo come disco cdrom1 (e poi perché cavolo visualizzarla come cdrom se è solo una chiavetta USB?).

Per fortuna il web ti è amico. Così scopro che il dispositivo funziona già bene con il kernel e i driver Linux di wheezy (penso probabilmente anche quelli di squeeze seppure non abbia effettuato alcuna prova). L'unico problema è far effettuare il passaggio del dispositivo da periferica di massa a modem seriale. Però dai changelog si vede benissimo che il supporto è già stato inserito nel pacchetto usb-modeswitch/usb-modeswitch-data di sid.

Perfetto, installo usb-modeswitch >= 1.2.6 prelevandola da sid (al momento versione: 1.2.6+repack0-1) et voilà, tutto funziona!

A questo punto mi sorge una spontanea riflessione sui cavoloni della Onda Communication S.p.a.: vuoi supportare Linux perchè è cool e figo? Allora lavora alla maniera di Linux!

Perché cavolo crei un software che:

  • è totalmente proprietario (ma qui siamo nel regno della Free Software Foundation!);
  • probabilmente per larga parte ricorre a software libero;
  • non è necessario siccome il device è già supportato in Linux;
  • richiede la disabilitazione di programmi già installati sul sistema (sì, proprio vero, tra i requisiti chiede di fermare il network-manager).

Una persona sana di mente non avrebbe agito proprio così! Piuttosto avrebbe:

  • verificato quali software fossero già disponibili nel variegato panorama Linux;
  • avrebbe collaborato allo sviluppo del software necessario (usb-modeswitch in questo caso), o fornito le patch necessarie. Notare che a proposito qui stiamo discutendo di proprio 2 righe di codice;
  • avrebbe indicato i requisiti minimi del software necessario per usare il dispositivo (ossia la versione di usb-modeswitch, wvdial e network-manager);
  • al limite avrebbe creato come ultima spiaggia, dopo tutti i passi precedenti che non richiedono comunque un grosso sforzo, un programma che, senza bisogno di alcuna installazione sul sistema, possa permetterne l'utilizzo anche a quegli sfigati che non possano agire diversamente.

E così invece in rete si trovano miriadi di discussioni su come installare il software proprietario della Onda - molte spesso con target utente Ubuntu - che invece non serve a a una beata mazza, perché tutto funziona con il solito software libero!

Riguardo invece ai programmatori della ONDA penso che piuttosto che fare poco e male sia meglio non fare proprio nulla.

Mi dispiace solo che spesso vi sia l'andazzo alla W$, installiamo questo e quello, la licenza non importa, non so cosa faccia ma va bene così. Va bene così un cavolo, perché non dimentichiamoci che se abbiamo una così bella piattaforma e solo perché libera, perché tutti possono contribuire e metterci le mani.

Forse non sarà chiaro a molti utonti, ma uscire da questo sistema basato sulla collaborazione significa la fine stessa di questo magnifico universo.

Note su usb-modeswitch

Il codice da inviare è il seguente:

# Onda TM201 14.4 (TIM Italy)

TargetVendor = 0x1ee8
TargetProduct = 0x0064

MessageEndpoint = 0x01
MessageContent = "555342431849128600000000000008FF000000000000030000000000000000"
Fonte: www.draisberghof.de/usb_modeswitch/

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Paese nel pallone. Vince il metodo STAMINA.

risca - Gio, 06/06/2013 - 23:47

Gioite compagni di disavventura, imbarcati in una nave sanza nocchiere in gran tempesta!, il metodo STAMINA alla fine l'ha spuntata. E l'ha spuntata a man bassa!

Non solo ha ottenuto un blebiscito alle camere (un solo contrario!) ma si porta a casa anche 3 milioni di "investimenti in ricerca" dal ministero della sanità. E per fortuna che avevamo in parlamento gente nuova, con un grillo per la testa, capace di fare la differenza. E per fortuna che abbiamo trasmissioni di inchiesta che sanno discernere tra il vero e la truffa. Macché, la TV è fatta solo di Iene che inseguono audience a scapido di insinuare false speranze a che vive nella disperazione più totale. Speranze a persona che già poter pensare ad un anno, un mese di vita potrebbe essere un miracolo.

Grazie anche a tutti gli allocchi che hanno creduto al complotto, alle lobby farmaceutiche e agli scienziati invidiosi. Ma che importa, tanto questi allocchi hanno le gambe per andare a protestare contro i mulini a vento!

Siccome la storia non insegna nulla, il faccendiere Davide Vannoni era già noto alle cronache. Non solo alle aule giudiziare e pm torinesi ma anche al pubblicoarticolo la stampa del 24/05/2011. Ma anche all'estero stanno ridendo di noi e della nostra capa cava: ben due articoli dedicati alla stupidità umanaitaliana da nature.

Ma non vi siete convinti e volete ancora credere al grande mago Vannoni? Perdete almeno ancora un attimo a leggere wikipedia o Le Scienze. Ridete ancora adesso?

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ClosedMeetings

pmate - Mer, 29/05/2013 - 00:15

Non c'è niente di più gratificante al mondo del darsi da soli una bella e vigorosa martellata sugli alluci.
Perchè aspettare che siano gli altri ad assestarcela? Il buon Dio ci ha dotato di arti superiori prensili: usiamoli!!!
Io in questo sono avanti, gente. Molto avanti.
Ho sviluppato un'abilità particolare nel mirare bene, colpire con forza ma molto rapidamente. E non sbaglio praticamente mai.
L'ultima volta giusto pochi giorni fa allorquando mi sono ritrovato ad approntare in tempi rapidi un server di videoconferenza
Inutile dire quanto fossi felice. Ho sempre nutrito un amore sperticato nei confronti di questo tipo di interazione: non solo sono costretto ad ascoltare le cazzate che dicono n persone, ma devo farlo guardandole tutte in faccia...

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Lxc Debian Wheezy LAMP Template

pmate - Mar, 21/05/2013 - 11:42

Una delle cose di cui ho sempre sentito la mancanza, a proposito di macchine virtuali, è il non poter utilizzare dei "meta-template", ovvero il non poter automatizzare la configurazione di un environment di base un pò più complesso di quello minimale di default.
Spesso, ad esempio, mi capita di dover approntare delle vm dotate di sistema LAMP che poi "terzi" finiranno di configurare secondo necessità.
Con LXC, che uso ormai da tempo, l'installazione del "sistema base" è davvero rapida visto che basta solo impartire un comando passandogli come parametro il template desiderato.
Il problema è che poi bisogna compiere tutta una serie di operazioni "a manina" che, ripetute per n container da preparare, diventano pratica non solo oltremodo noiosa, ma che finisce inevitabilmente per sottrarre tempo prezioso al mio hobby preferito: girarmi i pollici.

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Intervallo

pmate - Dom, 19/05/2013 - 00:50

Chi l'ha detto che quella del sistemista è una vita noiosa, senza diversivi?
A differenza di quello che si può comunemente pensare, non è vissuta per intero dentro una sala server, lì dove l'aria condizionata prima o poi finirà per bruciare le pareti nasali, lì dove il rumore delle ventole prima o poi finirà per sgretolare i timpani, lì dove prima o poi si finirà ibernati ma con dipinta in faccia un'espressione felicemente rincoglionita.
No signori, la vita di un sistemista è varia, è bella, è divertente, non è solo cavi ethernet e pinze a crimpare.
Capita persino di viaggiare (altro che lavoro sedentario), di incontrare persone nuove, di immergersi in realtà tutte da scoprire.
La fatica che si fa è sempre ampiamente ricompensata da un arricchimento interiore senza pari...

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Raspberry Pi e il ladro di anacardi

pmate - Sab, 16/02/2013 - 19:01

Essere pieno di difetti non è una cosa tanto malvagia.
I pregi non mi sono mai piaciuti. Li trovo noiosi così come trovo noiose le persone virtuose, quelle a modo, quelle sempre educate, che non dicono mai una parola fuori posto, che non bevono, non fumano, non smoccolano in pubblico, che non si incazzano mai, che sono sempre pazienti, coerenti, retti.
Che palle!
I difetti hanno qualcosa di affascinante, arricchiscono la personalità, la rendono "speciale". Non per niente, come detto, ne sono strapieno!
Ce n'è uno che però mi è sempre mancato del tutto: la golosità. Non sono mai stato goloso. Nè di cibo, nè di dolci.
Cannoli, cassate e cioccolatini non hanno mai corso rischi in casa mia.

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Terminale trasparente sullo sfondo – Openbox

mm-barabba - Mer, 03/10/2012 - 00:58

Oramai le sto provando tutte , e mentre ero alla ricerca di come perfezionare openbox ne ho trovata una che mi piace.

Metto un bel terminale che appare come fuso sullo sfondo , nessuna scrollbar , nessuna possibilità di muovere la finestra e la trasparenza che fa sembrare il terminale come parte del wallpaper.

Ho tratto l’ ispirazione dal wiki di Arch , e come terminale ho usato urxvt (rxvt-unicode per gli amici).

L’ effetto è piacevole ,  e l ‘operazione non richiede particolari difficoltà.

passiamo ora alle operazioni da compiere.

Per prima cosa occorre installare il terminale

#aptitude install rxvt-unicode

Ora occorre modificare ~/.Xdefaults (se non presente bisogna crearlo ).

Inseriamo le seguenti righe , che sono personalizzabili a seconda del risultato che si vuole ottenere , queste sono quelle che uso io :

URxvt.depth: 32 URxvt.background: [95]#000000 URxvt*transparent:true URxvt*scrollBar:false URxvt*geometry:140x60 URxvt*borderLess:true URxvt*foreground:White URxvt*font : 9x15 URxvt*shading: 80 URxvt.cursorColor: #ffffff URxvt.cursorColor2: #000000 URxvt.perl-ext-common: default,tabbed URxvt.tabbed.tabbar-fg: 2 URxvt.tabbed.tabbar-bg: 0 URxvt.tabbed.tab-fg: 3 URxvt.tabbed.tab-bg: 0 URxvt.font: xft:terminus:bold:size=10

more info : $ man urxvt

se siete curiosi potete trovare maggiori informazioni qui.

Ora per terminare  si deve effettuare una piccola aggiunta al file ~/.config/openbox/rc.xml , inserendo le seguenti righe all’ interno della sezione <applications> .

<application name="urxvt">     <decor>no</decor>     <focus>yes</focus>     <position>         <x>center</x>         <y>20</y>     </position>     <layer>below</layer>     <desktop>all</desktop>     # per avere il terminale su tutti i desktop     <maximized>true</maximized> #per avere il terminale a tutto schermo </application>

::: eliminate le parti commentate :::

Lanciamo un restart di Openbox per provare subito l’ effetto  e eseguiamo

$urxvt

In base alle impostazioni di apertura delle finestre e alle dimensioni adottate si potrà avere il terminale dove si desidera.

Si può inserire il comando nel menu di openbox o associarlo a una combinazione di tasti per rendere più pratica l’esecuzione.

 

Happy Debian
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Cancellazione sicura del disco con secure-delete

mm-barabba - Mer, 26/09/2012 - 00:47

Questa è roba per i maniaci della sicurezza.

Secure-delete è un pacchetto disponibile per squeeze, wheezy e sid .

La cancellazione sicura non è sempre facile, in questo secure-delete ci viene incontro con diversi strumenti :

sfill , sdmem , srm e sswap.

  • sfill – secure free disk and inode space wiper (secure_deletion toolkit)
  • sdmem – secure memory wiper (secure_deletion toolkit)
  • srm – secure remove (secure_deletion toolkit)
  • sswap – secure swap wiper (secure_deletion toolkit)

I test del MM-Team per ora si sono fermati a sfill , e a parte i tempi che si possono dilatare in base ai GB da riempire , si è dimostrato un’ ottimo strumento.

Se usate sfill in tutta la sua potenza avrete 38 riscritture da compiere , pertanto preparatevi a ore di attesa.

L ‘ installazione è molto semplice :

#aptitude install secure-delete

a questo punto é possibile eseguire il comando su una qualsiasi partizione montata , possiamo sapere quali  :

# mount | grep /dev udev on /dev type devtmpfs devpts on /dev/pts type devpts /dev/disk/by-uuid/9333kbd7-bf9d-43bb-8960-0e3336bK8716 on / type ext4 /dev/sda2 on /home type ext4 /dev/sdc1 on /media/System_Reserved type fuseblk /dev/sda7 on /media/archivio type xfs /dev/sdb1 on /media/backup type ext4 /dev/sda6 on /media/data type ext4 /dev/sdc3 on /media/wdata type fuseblk

Ad esempio per una pulizia sulla nostra /home (attenzione il comando necessita dei privilegi di root)

#sfill /home

More option in :

$man sfill NAME        sfill - secure free disk and inode space wiper (secure_deletion toolkit) SYNOPSIS        sfill [-f] [-i] [-I] [-l] [-l] [-v] [-z] directory/mountpoint DESCRIPTION        sfill  is  designed to delete data which lies on available diskspace on mediums in a secure manner which can not be recovered by thiefs, law enforcement or other threats.        The wipe algorythm is based on the paper "Secure Deletion of Data from Magnetic and Solid-State Memory" presented at the 6th Usenix Security Symposium by  Peter  Gutmann,        one of the leading civilian cryptographers.        The secure data deletion process of sfill goes like this:        *      1 pass with 0xff        *      5 random passes. /dev/urandom is used for a secure RNG if available.        *      27 passes with special values defined by Peter Gutmann.        *      5 random passes. /dev/urandom is used for a secure RNG if available.        afterwards  as  many  temporary  files as possible are generated to wipe the free inode space. After no more temporary files can be created, they are removed and sfill is        finnished. COMMANDLINE OPTIONS        -f     fast (and insecure mode): no /dev/urandom, no synchronize mode.        -i     wipe only free inode space, not free disk space        -I     wipe only free disk space, not free inode space        -l     lessens the security. Only two passes are written: one mode with 0xff and a final mode with random values.        -l     -l for a second time lessons the security even more: only one random pass is written.        -v     verbose mode        -z     wipes the last write with zeros instead of random data        directory/mountpoint this is the location of the file created in your filesystem.  It should lie on the partition you want to write. LIMITATIONS        FILESYSTEM INTELLIGENCE               Most filesystems (ext2, ffs, etc.) have several features included to enhance performance, which will result in that sfill might  not  receive  all  available  free space. Sad but true. Nothing can be done about that ...        NFS    Beware of NFS. You can't ensure you really completely wiped your data from the remote disks. (especially because of caching)        Raid   Raid Systems use stripped disks and have got large caches. It's hard to wipe them.        swap   Some of your data might have a copy in your swapspace.   sswap is available for this task. LIMITATIONS        FILESYSTEM INTELLIGENCE               Most filesystems (ext2, ffs, etc.) have several features included to enhance performance, which will result in that sfill might  not  receive  all  available  free space. Sad but true. Nothing can be done about that ...        NFS    Beware of NFS. You can't ensure you really completely wiped your data from the remote disks. (especially because of caching)        Raid   Raid Systems use stripped disks and have got large caches. It's hard to wipe them.        swap   Some of your data might have a copy in your swapspace. sswap is available for this task. BUGS        No bugs. There was never a bug in the secure_deletion package (in contrast to my other tools, whew, good luck Send me any that you find.  Patches are nice too AUTHOR        van Hauser / THC <vh@thc.org>

E poi quando leggi che non esistono bug conosciuti ed è sicuro , ti vien voglia di far rullare gli HD e scaldare un pò le testine.

 

be happy und secure with your debian

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Eseguire script all’uscita di Openbox

mm-barabba - Lun, 24/09/2012 - 01:18

Un pò per necessità e un pò per fare delle prove ho installato Openbox (guida) come alternativa a KDE4 su tutte le mie macchine.

Però mancava ancora qualcosa perchè tutto fosse come volevo io, mi mancava l’esecuzioni di alcuni script e comandi che in KDE4 avevo inserito al logout .

In KDE4 si può inserire quel che serve attraverso il pannello di controllo , e la scheda avvio e spegnimento con una comoda gui oppure inserire nella propria home nel percorso /.kde/shutdown/ quel che si vuole.

 

Per fare un’esempio, al logout (spegnimento o riavvio) uso uno script che mi fa la pulizia di alcune cartelle temporanee (link)

#!/bin/bash rm -Rf $HOME/.adobe/ 2> /dev/null rm -Rf $HOME/.macromedia/ 2> /dev/null rm -Rf $HOME/.googleearth/ 2> /dev/null

questo script si chiama ciuppa.sh e serve a far pulizia.

Oltre agli script personali avevo anche un comando che uso in particolare sul portatile.

Avendo configurato la rete sia wifi che lan con switchconf , mi sono trovato in alcune occasioni un avvio macchina molto lento.

Il tutto derivava dalla configurazione di rete, dato che allo spegnimento mi trovavo via lan con DHCP , all’avvio in altro loco al boot si è messa a cercare un server DHCP che non c’era.

Per questo motivo allo spegnimento eseguo uno script semplice semplice che richiama il comando switchconf con la configurazione nolan.

# The loopback network interface auto lo iface lo inet loopback

In questo modo quando accendo il portatile mi trovo senza configurazione e senza tempi di attesa indesiderati.

Fatta questa premessa , ho cercato in rete le possibili soluzioni per avere script e comandi eseguiti al logout  (spegnimento o riavvio) e da IRC debianizzati mi è stata suggerita una possibilità da provare.

Per lo script ho fatto una copia in /usr/local/bin/ mentre per la rete ho usato il comando abilitando sudo senza password  per switchconf.

Usando gxmessage ho modificato alcune righe che subito erano così :

case $? in 1) echo "Exit" ;; 2) killall openbox ;; 3) sudo shutdown -r now ;; 4) sudo shutdown -h now ;; esac

in

case $? in 1) echo "Exit" ;; 2) killall openbox && ciuppa.sh ;; 3) ciuppa.sh && sudo switchconf nolan && sudo shutdown -r now ;; 4) ciuppa.sh && sudo switchconf nolan && sudo shutdown -h now ;; esac

Adesso posso ritenermi soddisfatto.

Se qualcuna ha qualche altra soluzione alternativa è ben accetto qualsiasi consiglio.

 

 

 

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Smallest RaspberryPI case by MMTeam

mm-barabba - Ven, 21/09/2012 - 23:38

Abbiamo impiegato così tanto tempo, che é arrivato prima il raspberryPI, ma queste sono cose che succedono anche nei migliori laboratori.

Ecco finalmente il case studiato in precedenza (link)

 

 

Ora occorre terminare il prototipo effettuando alcune piccole modifiche al disegno 3D, poi il file .stl per la stampa verrà reso pubblico QUI.

I test sul macinino proseguono ora con raspberian e xbian .

In questa immagine i componenti tutti separati

 

In questa immagine il Raspberry inserito nella parte inferiore del semiguscio.

 

Per un prodotto totalmente Open .

PS. la swirl rossa sulla cover è stata creata in precedenza e incollata sucessivamente all stampa della cover

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Horizontal scrollbar in pre tag : Mediawiki

mm-barabba - Ven, 21/09/2012 - 14:03

Riporto questa possibile soluzione per ci cerca di avere il testo inserito come codice con i tag <pre> con una comoda scrollbar orizzontale.

La soluzione è molto semplice, perchè basta modificare la pagina MediaWiki:Common.css  per avere questa estensione in tutte le skin (temi)  installate , in automatico verrà creata la scrollbar dove necessario.

Per poter effettuare le mdifiche a questa pagina speciale occorre che l ‘ utente abbia i permessi necessari, ovvero far parte del gruppo sysop (Amministratore).

Se è la prima volta che la pagina viene usata non ci sarà il pulsante modifica ma sarà necessario usare crea , successivamente inserire le seguenti righe :

/* prevent ugly horizontal page expansion */ pre { overflow: auto; }

 

Per vedere da subito gli effetti della modifica occorrerà pulire la cache del browser e ricaricare la pagina.

  • Alcuni esempi

Testo inserito normalmente , esce spesso dalla pagina e anche se permette un corretto copia/incolla ha un brutto aspetto e crea problemi di stampa.

Si può interrompere manualemnte il testo per farlo rimanere nella pagina , ma spesso l’utente non bada alle interruzioni inserite per riportare a capo e copia parti di codice sbagliate.

Questa mi è sembrata però la miglior soluzione per la stampa.

Con la modifica a MediaWiki:Common.css  , invece è possibile visualizzare così :

Resta il problema della stampa in pdf che non inserisce in modo corretto il testo tagliando la parte che esce dalla pagina.

 

Segnalo un ‘ ottima estensione per mediawiki 1.16 che ho provato : PdfExport

http://www.mediawiki.org/w/index.php?title=Extension:Pdf_Export&oldid=529446
http://www.mediawiki.org/wiki/Extension:Pdf_Export/Source_Code

occorre generare 4 file e abilitare l’esensione.

In questo modo un comodo pulsante nella barra laterale a sinistra ci permetterà di creare il pdf della pagina in cui ci troviamo.

Oppure andando nella sezione Pagine Speciali , usando Esportazione in PDF possiamo esportare più pagine e modificare alcuni parametri di stampa.

 

 

 

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kmix reset some alsamixer setting

mm-barabba - Lun, 03/09/2012 - 01:29

Da circa un mese o giù di lì, il PC soffriva di uno strano problema.

All’ avvio della macchina trovavo il volume un pò più basso del solito e il microfono che anche se dava l’ output non funzionava con skype.

La scheda audio funziona da anni anche se é stata inserita sul nuovo PC da 8 mesi, ed è la SB Live Platinum (LINK).

Lanciando alsamixer ci si trova a dover maneggiare circa  30 volumi alcuni dei quali mi sono ancora ignoti, e anche dopo aver sistemato la configurazione con

#alsactl store

la situazione al successivo riavvio tornava ad essere difettosa.

Controllo il file /var/lib/alsa/asound.state e non è stato modificato dall’ ultimo lancio di alsactl store .

Faccio alcuni test per capire se è il riavvio o solo il semplice logout dalla sessione di KDE4 e alcuni particolari cominciano a lanciare sospetti su KDE4, infatti  all’ azione di logout i settaggi vengono persi.

I volumi soggetti al reset sono BASS, TREBLE e AC97 , i primi 2 si occupano dei bassi e degli alti e danno un suono un pò più ricco sui 4 satelliti e sul sub , mentre le due regolazioni su AC97 si occupano di gestire l’ output e il capture sul microfono collegato nella parte posteriore della SB LIVE.

Mi muovo per prima cosa nel pannello impostazioni di sistema di KDE dove perdo alcune ore a smanettare inutilmente finchè trovo direttamente nella barra di kmix nella scheda impostazioni la finesta configura kmix...

Mi è bastato togliere la spunta da : Rirpistina i volumi all’ accesso .

Ora tutto è tornato a posto.

 

Non so se prima la spunta c’era e tutto funzionava o se è apparsa nei recenti aggiornamenti, quello che mi basta è che funzioni senza dover maneggiare alsamixer ad ogni riavvio .

 

be patient, KDE4 is your friend

 

 

 

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